Il presente articolo è stato pubblicato su Rapporto Confidenziale, numero29 (novembre 2010), pag. 42
all’interno dello speciale Mr.Arkadin goes to Venezia 67
Incendies
(Scorched) Denis Villeneuve | Canada/Francia | 2010 | 35mm | colore | 130’
Una madre fa sapere ai suoi figli gemelli, tramite testamento, che hanno un padre e un fratello e chiede loro di trovarli per soddisfare una promessa che lei non era riuscita a mantenere nel corso della sua vita. I due, canadesi ma mediorientali di origine, non trovano un accordo sulla richiesta della madre e sarà quindi solo la figlia a partire per un lungo viaggio in una terra martoriata (il film è stato girato in Giordania ma l’opera teatrale trae ispirazione alla guerra civile in Libano) alla scoperta del sorprendente passato della madre. Mentre le sue indagini proseguono in modo lineare, il passato di sua madre viene reso noto allo spettatore attraverso numerosi salti temporali. Man mano che la ragazza si avvicina alla sorprendente e scioccante verità, chiederà a suo fratello, sino ad allora chiuso nel suo risentimento, di raggiungerla.
Tratto da una pièce teatrale del giovane regista e scrittore libanese Wajdi Mouawad, rappresentata anche in Italia, “Incendies” riesce, grazie alla perizia del giovane regista, a tramutare la forza della parole in forza visiva e il finale del film lascia lo spettatore incapace di alzarsi dalla poltrona. Un film che racconta di come gli orrori della guerra si riflettano in maniera concreta sulla vita delle persone che la subiscono anche, come in questo caso, indirettamente.
(Roberto Rippa)
Incendies
regia, sceneggiatura: Denis Villeneuve; soggetto: Wadji Mouawad dalla sua opera teatrale omonima; fotografia: André Turpin; montaggio: Monique Dartonne; musiche: Grégoire Hetzel; interpreti principali: Maxime Gaudette, Mélissa Désormeaux-Poulin, Rémy Girard, Lubna Azabal; paese: Canada, Francia; anno: 2010; durata: 130’
Denis Villeneuve, nato nel 1967 in Quebec, ha ottenuto il premio canadese Genie come migliore regista per “Maelström” (2001) e “Polytechnique” (2009). Suo il segmento “Le technétium” del film collettivo “Comsos” (1996), il lungometraggio “Un 32 août sur terre” (1998) e i cortometraggi “120 Seconds to Get Elected” (2006) e “Next Floor” (2009). È considerato uno tra i più talentuosi registi canadesi.
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